attivita'
Daniele Giunta
NEVE
Dal 14 novembre al 5 dicembre 2004
Finissage: mercoledì 8 dicembre alle ore 16.00
IL SUONO DEL SILENZIO
A vedere le sue opere non si crederebbe così giovane. La ricerca di sintesi formale ed espressiva, i codici coloristici minimali, la forza nel condurre chi osserva nel proprio mondo interiore, è indice di matura consapevolezza. Che lo porterà, dunque, a sperimentare ed indagare con sempre maggiore identità. Dai primi lavori di Daniele Giunta alle opere più recenti, un filo sottile passa nelle trame della carta di riso, nei percorsi svelati ma mai rivelati, nel colore coagulato in composizioni ove l'asimmetria assurge a condizione di bellezza superiore, liberata dal vincolo degli opposti in equilibrio, liberata dai significati apparenti e dagli automatismi di processi mentali che non danno slancio al pensiero.L'impiego della cera d'api, che egli vuole purissima, a sigillare e nello
stesso tempo macchiare, poichè per Daniele la cera rappresenta la vita ma anche il veleno. Così dicendo svela, senza rivelare, una visione del mondo còlto nella struggente verità degli opposti, nei quali insinua i propri segni creando realtà parallele, ove il tempo é sospeso e il rumore si attenua sino a divenire un suono tirato ed esteso; il dramma e la pace fluttuano in un'unità sonora vicina al silenzio. Un silenzio bianco, purissimo come la neve che protegge e avvolge e che per Daniele è simbolo di interiorità, di anima. Più volte ricorre nella sua opera il gesto di proteggere, avvolgere; una percezione archetipica dataci dal ventre materno, quell'immersione in un mondo liquido dove tutto arriva attutito. Singolari sono infatti i
suoi lavori più recenti come a nimo/vita, danza diafana, la Bohème : chine o acquerelli su carta di riso, con interventi di cera colata su grafìe che arrivano da lontano, protetti in “scatole” di legno e vetro, avvolte in seta rossa, bianca o nera. La sottile raffinatezza estetica non intende sedurre ma lasciare un segno, una traccia da seguire, un invito ad entrare nella dimensione poetica, quella creazione solitaria che chiede condivisione. La percezione si fa consapevole e completa all'ascolto della musica che Daniele Giunta compone, dando voce al viaggio che il suo animo compie, alle origini dei suoni, sprofondando sotto la cera, sotto la seta, sotto la carta bianchissima, sotto le macchie rosse, sotto le grafìe illeggibili. Sotto. Oppure, semplicemente, oltre. Di ogni struttura in equilibrio, cerco la vertigine di quell'equilibrio. Il meccanismo non è la razionale destrutturazione geometrica, ma l'uso di sfumature lievi che si sovrappongono in figure che solo apparentemente risultano statiche, poichè la partitura, più che incedere “da destra a sinistra” in senso classico , segue un andamento “dall'alto in basso”, con immersioni ed emersioni di suoni e voci. Avventure emozionali profonde, che vanno a comporre un unicum tra espressione artistica e musicale, in quel luogo magico e indicibile ove ognuno dovrebbe sostare, anche solo per pochi istanti.


